lunedì 20 febbraio 2012

I silenzi in bianco e nero di Marco Paoli

C'è la nebbia che si alza dalla foresta e avvolge, lenta, le pagode birmane. Oppure, ecco lo specchio di una radura allagata in Amazzonia, dove la cupola degli alberi si ripete esatta sul filo dell'acqua. Ma c'è anche il profilo antico e rassicurante di un castagneto sull'Appennino Toscano: un corridoio di foglie verso l'autunno. Sono bellissime le foto, rigorosamente in bianco e nero, di Marco Paoli, nel libro che s'intitola “Il silenzio”, appena pubblicato da Giunti (con un'anteprima al sito www.marcopaoli.com). Un viaggio tra scorci esotici e profondità di sguardi, dall'Africa a Coney Island, passando per il deserto del Namib o il mare nuvoloso dell'Elba. "Che sia fra me e un albero, una distesa d'acqua o un indio della foresta pluviale, il rumore s'acquieta e il silenzio risuona. E' nel silenzio che si verifica il dialogo: una lingua universale, forse l'unico veicolo di comunicazione possibile oggi, l'unico modo per mettersi in ascolto della natura e dell'uomo". Mi ha scritto queste parole l'autore delle immagini "silenziose" - e cosi' emozionanti, primordiali, essenziali - rispondendo alla mia domanda sul perche' della scelta di un simile titolo. E il titolo di un libro, si sa, spesso mistifica un po' e delude rispetto al contenuto. Stavolta, non e' cosi': gli scatti di Marco Paoli fanno silenzio in chi ci si avventura, prolungano i sogni e accendono la realta' che rappresentano. E' raro trovarne di cosi' potenti ed espressivi, proprio nel punto in cui coincidono con l'assenza di parole. Guardateli e ascoltateli. E appassionatevi. Mauro Querci

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