Le mostre di Accademia

Per diffondere la cultura del silenzio, del rispetto dei luoghi, della ricerca e della meditazione interiore, del piacere di re-imparare a riascoltare: suoni, voci, natura…

I taccuini del Silenzio

agili piccoli volumi da tenere in tasca, da leggere in una pausa della giornata, per una riflessione, un attimo di raccoglimento con noi stessi

Gli spettacoli di Accademia

l’Accademia del Silenzio, organizza con i propri sostenitori silenti numerosi incontri durante l’anno, manifestazioni artistiche e culturali, incontri con autori e professionisti del silenzio

La scuola del Silenzio

l’Accademia del Silenzio, organizza durante l’anno corsi per ...

I convegni di Accademia

l’Accademia del Silenzio, organizza con i propri sostenitori silenti numerosi incontri durante l’anno, manifestazioni artistiche e culturali, incontri con autori e professionisti del silenzio

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venerdì 30 marzo 2012

per i piu' piccoli

Storie in Missione Speciale

altre volte qui sul blog abbiamo segnalato il problema dell'impoverimento delle lingue, ecco qui una bella iniziativa per i piu' piccoli.
Un concorso per bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni.

Per partecipare i bambini dovranno scegliere una parola e utilizzarla all’interno di un racconto di 150 parole circa. Il racconto potrà essere in prosa, in rima o in stile giornalistico.
I bambini potranno partecipare da soli o con la loro classe.

tutte le informazioni qui e queste di seguito sono alcune delle parole indicate da cui è possibile cominciare!

venerdì 9 marzo 2012

la poesia antidoto alla parola-rumore

Linguaggi perduti e linguaggi da salvare, bla bla vuoti e silenzi risonanti di echi e di ascolto sinestesico.
E' quanto suggerisce Gianluigi Beccaria, in una delle sue "Parole in corso" che, in realtà, si occupa di parole "fuori corso".

Le parole non servono solo a comunicare la realtà ma la creano. Tutto ciò che esiste è nel linguaggio, ciò che non è più nominato smette di vivere. Le idee, gli oggetti, i luoghi sono modi di essere della parola, sedimentati dal tempo. In questo senso ogni lingua è un’eredità, ogni lingua che scompare è un pezzo di umanità che si dilegua, così come ogni saggio che scompare è come un biblioteca che va a fuoco. Così per la poesia. Ogni poeta che scompare è un pezzo necessario di mondo che se ne va per sempre. Il mondo non è più lo stesso ora che non c’è più Andrea Zanzotto. Ora che manca, è venuto meno il poeta che avrebbe potuto continuare a consentirci di scoprire ciò che senza i suoi libri noi non saremo più in grado di vedere in noi stessi. Se ne sono andate le parole che avrebbe ancora potuto dirci.

Eppure, c’è chi è del tutto indifferente alla poesia. Ricordo la provocazione dello scrittore polacco Witold Gombrowicz, Contro i poeti (1947): «Il mondo della poesia è un mondo fittizio e falso», la poesia - continua - non mi piace «per la stessa ragione per cui non mi piace lo zucchero puro. Lo zuccherò è gradevole se preso insieme al caffè, ma nessuno si mangerebbe un piatto di zucchero: sarebbe eccessivo. È l’eccesso ciò che stanca della poesia, eccesso di parole poetiche, eccesso di metafore, eccesso di nobiltà, eccesso di depurazione e di condensazione». Sembrerebbe vero: i tessuti timbrici e ritmici, le forzature metaforiche sono in poesia eccessivi; si enfatizzano certi aspetti che invece il linguaggio comune tende a ridurre al minimo, e il linguaggio scientifico ad annullare. La lingua della poesia sembra (in superficie) un qualcosa di abnorme, di non reale, «è una favella che ha i piè ferrati nel metro e nelle rime, tutta fuori del parlare della natura» diceva nel secolo dei lumi il carmelitano Teobaldo Ceva.

La poesia è un «fantasma» sonoro e ritmico, e una contraddizione in termini (concordanze irragionevoli degli opposti, sinestesie che confondono sensi diversi, invenzioni di voci inesistenti). Devia dal linguaggio normale, nel quale conta poco la materia che lo compone. In poesia l’indifferenza alla «materia» viene invece a cessare. La parola non è più qualcosa di neutro, di senza colore, ma ha un peso, una levigatezza, una scabrosità. Nel «consumo spaventoso e terrificante di parole e di immagini che si fa oggi», nel contesto di un bla bla universale, in questa «colluvie di chiacchiere inutili», in questa escrescenza e «escrementi di celluloide e tapes vari», come scriveva Zanzotto, dove la parola è volutamente esposta come puro rumore, la poesia col suo suono incantatorio e col suo buio aiuta, come la notte, a lavare la mente e portare una luce.

(fonte: Tuttolibri, in edicola sabato 29 ottobre)

lunedì 20 febbraio 2012

silenzio parla il Silenzio

Il silenzio è il grido d’Amore del cielo stellato dove ogni uomo trova la sua culla per dondolare e il suo nido per volare.
Il silenzio è lo sbocciare della rosa nel grembo della madre terra per dire a tutti: ti amo. Il silenzio è la musica dell’anima dove si ascoltano le armonie celesti. Quando intorno e dentro di te tutto tace ascolti la voce di Dio che come un sussurro di vento leggero ti conduce su porti inaspettati. Il silenzio è uscire dall’inferno dei pensieri e la confusione dei sentimenti dove il volere, il potere e l’essere si annullano nell’unione con Dio. Nel silenzio ascolti il canto degli angeli e l’ardore del fuoco dello Spirito che come brezza di vento leggero ti conduce su oceani sconfinati dell’Amore di Dio.
Il silenzio è la goccia che cade dal cielo e penetra la membrana di pietra del tuo cuore e ti trasforma in un cuore nuovo e di carne per tutta l’umanità. Il silenzio è l’energia che dona forza al peso dei giorni e della vita. Chiudi gli occhi e tutte le apparenze che passano e sarai alle porte del Paradiso nella contemplazione del Volto dell’Amato. Quante distrazioni, rimorsi, paure, emozioni forti butta tutto nella tomba del tuo uomo vecchio che con l’aiuto della grazia diventa nuovo. Silenzio di chi ascolta e di chi parla e di chi custodisce la Parola come Maria: Vergine del silenzio che nell’attesa ha fatto la volontà di Dio e magnificando nel nascondimento la sua anima. Il silenzio è la notte oscura dell’anima dove si incontra il nostro tenebroso nulla nella luce del Tutto divino. Il silenzio è la soglia dell’inferno e del paradiso dove nel gioco della libertà umana si sceglie di essere felice per tutta l’eternità. Eterno Silenzio dove tutto muove e dove fai esistere ogni creatura donaci di gustare la dolcezza e la tenerezza del tuo Amore. Il cuore mi dice: silenzio parla il Silenzio sono nel turbine della confusione, il richiamo delle sirene del mondo e l’io che si mette al posto di Dio impediscono di sintonizzarsi sulla lunghezza d’onda del silenzio.
Oh silenzio, linguaggio degli innamorati che si amano al di là delle parole dei pensieri di questo mondo, ma nello sguardo e nella fissità degli occhi esprimono la bellezza dell’amore che non ha bisogno di parole, pensieri, penne di scrittore, note di musicisti e pennelli di artisti, ma l’Amore vero è inesprimibile, inafferrabile e misterioso.
Il silenzio è il misterioso ponte che unisce il cielo e la terra e si intravede l’orizzonte dell’eternità. Chiudi gli occhi e la bocca, spegni il cuore dalle passioni mondane e calma la mente e vedrai che siamo fatti per il cielo e il nostro essere trova pace in Dio. In terra pregustiamo la gioia celeste ascoltando il silenzio che parla di luce e di eternità. C’è anche un silenzio di rispetto davanti al dolore umano, dove parla soltanto la carità che è discreta, umile e delicata. Infine c’è il silenzio delle galassie e quello delle stelle dove brilla la voce di Dio nel cuore confuso e affollato da tanti affetti e dal caos del microcosmo umano.
Ascolta il silenzio, perché parla il Silenzio.